giovedì 14 novembre 2013

Samurai Western

 Premessa: questo è una delle poche (se non l'unica) recensioni salvate da Metallutopia:AND, qui potrete mirare l'evoluzione del mio stile di recensione.

Capita sempre più spesso che dei giochi meritevoli, ma che non hanno la stessa pubblicità di altri vengano lasciati in un profondo oblio, così da passare in sordina come uno spettro, questo è il caso di Samurai western, gioco sviluppato da acquire e pubblicato da 505 games( in europa) e Atlus (in giappne).

Noi siamo Gojiro, un samurai che va in cerca del suo caro fratello per farlo a fettine, Reo di aver abbandonato la via del bushido e di essere scappato in america.
Da questo prologo sintetizzato al midollo potete capire che è una trama buttata così . . . alla cazzo di cane, una trama senza la pretesa di avere un qualsivoglia spessore, come quella del primo doom, un pretesto per falciare nemici.
Come avrete capito, il punto forte di questo gioco non è la trama, ma ben altri.
L'intero gioco è ambientato in un western, che come capiamo è ben lontano dall'ambientazione naturale dei samurai e delle katane, questa cosa fa prendere una piega bizzara quasi Kitsch al gioco, che nonostante tutto riesce a tenere vivo l'interesse del giocatore, specialmente grazie a una difficolta sempre ben calibrata.


I personaggi sono caratterizzati tutti, non scendendo troppo nei particolari e in particolare occhio di riguardo va ai "cattivi"che hanno uno stile molto grottesco e a volte ridicolo,per esempio Jean, un omaccione negro effeminato che come arma usa un vulcan fantasioso.
samurai western, trova l'unicità nel gameplay, che nonostante potrebbe essere riassumibile con l'etichetta "hack'n'slash", esce da i normali canoni con uno stile cinematografico e spettacolare, il solo schivare i proiettili o defletterli con la katana è una cosa estremamente gasante e come ogni hack n' slash che si rispetti, il nostro personaggio ha una sua modalità in cui può frantumare qualsiasi cosa gli si pari davanti, questa viene denonimata "modalità maestro", ma in questo titolo la particolarità è la varietà di questa modalità che varia a seconda dell'arma equipaggiata, potrete assistere a vere e proprie mutilazioni senza contegno e altre uccisioni più "aggraziate".



"Gojiro dice si alle componenti RPG"
Il fattore rigiocabilità è molto calcato, perchè è stato pensato bene di inserire, quelli che noi oggi chiameremo trofei/archiviements, ogni obbiettivo completato equivarrà ad un nuovo oggetto o arma e con questi oggetti potrete personalizzare gojiro occidentalizzandolo , demenzializzandolo . . . combinatelo come volete!
Ogni oggetto equipaggiato avrà un attributo che migliorerà le vostre capacità, come da tradizione degli RPG, ma qua il sistema è stato reso MOLTO più semplice limitando le statistiche solo a 4 : vitalità, "punti maestro", forza e difesa.
Questo non è necessariamente una pecca, perchè il sistema fa un lavoro ottimo, non si sente il bisogno di altri parametri.
Alla fine di ogni missione verrano assegnati a Gojiro dei punti esperienza, questi sarannò cumulabili tramite la valutazione dello stage, tuttavia l'esperienza è condivisa, sià Gojiro che ogni arma avrà i suoi punti esperienza, questi non sono cumulabili uccidendo nemici come al solito, ma è ottenibile solo prendendo delle monete negli stage.


Sotto il profilo grafico, vediamo un lavoro fatto bene, i modelli sono abbastanza definiti e le texture sono fatte molto bene, il tutto è accompagnato da un effetto pellicola (disattivabile) che da un atmosfera ancora più western al gioco.




Ma ahimè, le musiche . . .
le musiche sono eccellenti, un vero peccato, vi perderete melodie che sembrano uscite da un incrocio tra Wagner e gershwin, questo perchè non potrete quasi mai ascoltarle per il continuo rumore dei vostri fendenti l'unica che vi rimarrà in testa(perchè l'unica a non essere sovrastata) sarà quella di fine livello, un normalissimo riff blues accattivante.
 

Conclusione:
Atlus e 505 games hanno visto bene a prendere in considerazione la pubblicazione del gioco, Samurai western è un ottimo gioco e potenzialmente poteva essere un capolavoro.
un gioco che fa dell'atmosfera bizzara e del gasante gameplay i suoi punti di forza, ma che tuttavia non bastano, i personaggi hanno un loro carattere e sono ben definiti, ma si sente un bisogno di avere un background più ricco di quello che ci viene presentato e la trama doveva essere articolata meglio per garantire una certa varietà di situazioni.

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