mercoledì 14 maggio 2014

Dragon Crisis!

 Dragon Crisis, scritto da Kaya Kizaki e illustrato da Itsuki Akata è nato come una serie di light novel pubblicate tra il 2007 e il 2011 ed è proprio in quest'ultimo anno di pubblicazione che venne trasmesso la trasposizione anime di cui voglio parlarvi.

tutto inizia in una calma e soleggiata giornata, dove un studente chiamato Ryuji Kisaragi viene prelevato da scuola da sua cugina tornata dall'america perchè ha bisogno di una mano, per cosa? innanzi tutto per essere il primo dipendente della ditta della cugina e per portare a termine il primo lavoro, di che agenzia si tratta? cacciatori di tesori, ma non quelli normali (eh),cacciatori di oggetti mistici, alcuni benevoli e alcuni maledetti, vengono chiamati lost preciouses.
L'attività non è nuova in famiglia, infatti sia i genitori, che gli zii, che la cugina sono dei breaker . . . cosa è un breaker?  l'anime non lo spiega, ma si può dedurre che il ruolo di breaker prevede un addestramento e che i loro compiti sono molteplici: da semplici cacciatori di tesori a veri e propri soldati o bodyguard.
Comunque questo primo incarico prevedeva di trafugare una valigia durante uno scambio avvenuto al porto a notte fonda, nella valigia non c'era un lost precious, ma . . . un drago, non uno di quelli classici, un drago dall'aspetto completamente umanoide e sembra conoscere Ryuji da prima di questo incontro, visto che continua a ripetere "ti amo", "mi piace" e "Ryuji".
Ben presto il drago  rivelerà avere una tale capacità di apprendimento da poter imparare il giapponese in un solo giorno (guardando la tv) e con la sua autorizzazione si fa esaminare dalle amicizie in ambito scientifico di Ryuji&Cugina che per la strana voglia sulla mano l'hanno ribattezzata Rose.
Egli rivelano che i draghi sono sempre esistiti, che hanno sempre avuto una forma umanoide, ma hanno anche il potere di trasformarsi nella loro forma classica, vivono circodanti da barriere che li rendono impercettibili e che Rose deve essere scappata da quel mondo, perchè? voleva vedere Ryuji.
A quanto pare, mentre Ryuji era all'estero con i genitori, andò a fare qualche escursione e in una di queste si è imbattuto in un uovo che per l'appunto conteneva Rose . . . quindi si presume che i draghi soffrono di quello che viene chiamato imprinting, ovvero l'attaccamento morboso verso il primo essere vivente che vedono.
Ryuji e Rose sono destinati a stare insieme, ma la relazione tra un drago e un umano non sembra per niente facile, per i recirproci pregiudizi tra le 2 razze che si sono creati a causa di alcuni precedenti avvenuti secoli prima.

La storia si svolgerà in maniera abbastanza classica, i protagonisti vedrannò la loro tranquillità turbata da varie cose, caso per caso: persone esterne che vogliono mettere in qualche modo fine alla loro relazione, Lost precioses maledetti (cursed precious) che attentano alla vita dei 2, altre persone innamorate e vecchie conoscenze, non ho alcun problema ad ammettere che la storia non è nulla di speciale, infatti ciò che stupisce di dragon crisis! è il background dei protagonisti, che nonostante ciò non migliorano la caratterizzazione e un intreccio di rapporti tale che per la prima volta in un anime Harem, non so per quale ragazza tifare.

Tuttavia la visione dell'anime è minato da 2 cose: clichè e doppiaggio.
In questa serie di SOLI 12 episodi possiamo ritrovare 2 delle ambientazioni fin troppe usate in tutti gli anime: la spiaggia e il festival, il primo come al solito ha la mera funzione di fan service ( le bestemmie), l'altra anche (per gli amanti del moe in yukata), però queste ambientazione vengono quantomeno rese interessanti dalla storia che la contorna.
Il doppiaggio, per i personaggio di roseè qualcosa di letteralmente orripilante, va bene che hanno cercato di renderla il più carina e moe possibile, ma a tutto c'è un limite, a me non può salire la glicemia ogni volta che Rose ripete "suki, suki suki, suki, daisuki" (ti amo . . . ti amo tanto), se avessi voluto soffrire di diabete avrei mangiato una palla di cioccolato, ricoperta di miele, marmellata, zucchero e scaglie di cioccolato (sto vomitando).



Le musiche sono decenti, alcune un po' troppo bambinesche ed ignorantemente elettroniche per i miei gusti, altre invece ben strutture e di vario genere.
La opening, non è granchè, anche se la base del ritornello è veramente bella tutto viene minato da una voce troppo infantile.

In breve dragon crisis! è l'ennesima trasposizione di un qualche altro media, che si perde in un bicchiere d'acqua non riuscendo a scollarsi dai canoni del genere che si sono prefissati, tranne per rarissime eccezioni, per esempio un episodio che fa il verso ai film horror slasher anni 80, tuttavia la regia, le animazioni e l'intreccio tra i personaggi lo rendono meritevole di un po' di attenzione.

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