giovedì 17 luglio 2014

ICO - Recensione

Ico è un’avventura dinamica in 3D diretta dal maestro Fumito Ueda e pubblicata nel 2001 dalla Sony come esclusiva della sua console Playstation 2. Nel 2011 è uscita una collector in HD per Playstation 3 contenente Ico e Shadow of the Colossus, un altro titolo del Maestro Ueda.
ICO è in assoluto uno dei titoli che amo. Amo le storie che trasmettono valori ed emozioni, quelle storie che miste alla semplicità ti sciolgono il cuore e il che è abbastanza strano per un tipo freddo come me.






Beh, che dire? O meglio, da dove iniziare?!



ICO è solo un bambino quando viene allontanato dal suo villaggio nativo e rinchiuso in un antico castello situato in una mistica foresta. L’unica colpa di ICO è quella di essere nato con due corna che sporgono dalla testa. Tutto è collegato ad una antica leggenda: per ogni generazione nasce un bambino con le corna. Una maledizione che grava sul villaggio e per salvarlo bisogna sacrificare il “dannato”. ICO viene rinchiuso in una sorta di sarcofago situato in un enorme stanza all’interno del castello. Immerso nella solitudine e nel silenzio assoluto, riesce a rompere la sua “cella”, liberandosi. Qui ha inizio la sua avventura. Girando per il tetro castello, trova una strana ragazza rinchiusa in una cella appesa al soffitto e senza porsi domande, trova il modo di liberarla. Questa è una delle cose che ho subito amato: l’innocenza e la semplicità di un bambino. Nessun dubbio e nessuna obiezione, ICO senza pensarci due volte libera una sconosciuta rischiando di cadere nel vuoto.


La ragazza salvata si chiama Yorda. Ha uno strano aspetto, ad essere sincero, non ho mai capito se sia pallida o circondata da una strana aura. Silenziosa e misteriosa vi accompagnerà per tutto il gioco e il tuo compito sarà quello di proteggerla da misteriose creature, o meglio, ombre che cercheranno di catturarla. Avanzerai con lei tenendola per mano, un’ altra cosa che adoro, come anche la preoccupazione di Yorda. Ico si troverà davanti molti ostacoli che dovrà superare per andare avanti nel maestoso castello. Yorda, però, non è capace di affrontare le stesse peripezie e per far sì che lei avanzi incolume, Ico deve trovare una via alternativa più sicura. In alcuni ostacoli (come un salto tra un piano e l’altro, sospesi a vari metri nel vuoto) sentirete alcuni sussulti di Yorda nel vedere Ico avviarsi nell’impresa.



Ammetto che il concept non è molto originale, ma Ico vanta di una storyline meravigliosa ricca di elementi fantasy. Voi impersonerete Ico e dovrete esplorare le immense ambientazioni, proteggere Yorda e quindi combattere le Ombre e risolvere gli enigmi che man mano diventano più complessi con il progredire dell’avventura.
Meraviglioso anche il comparto grafico. Appena avviato il gioco appare una favoloso filmato introduttivo che mostra il viaggio di Ico verso il castello. All’inizio pensavo fosse soltanto il classico filmato in “Computer Grafica”, ma una volta iniziata l’avventura non riuscivo a credere in quello che vedevo. Ambientazioni fantastiche cariche di atmosfera, dettagliate e veramente enormi. E poi i personaggi caratterizzati veramente bene. Ico è più forte, più sicuro e più veloce, mentre Yorda avanza impaurita con passo incerto. 


La storia è accompagnata da fantastiche colonne sonore e da suoni che caricano l’atmosfera presente, come il vento, il cinguettio degli uccelli, l’acqua e così via. I dialoghi sono in lingua madre, in giapponese, ma le parole vengono pronunciate al contrario. Sono presenti i sottotitoli in lingua italiana, tranne per cio’ che dice Yorda. Per comprendere la sua lingua basta completare il gioco.
L’unica pecca è la longevità del gioco. Se volete godervi pian piano la storia e l’avventura non avrete problemi, se invece siete amanti del genere e passate ore e ore incollati allo schermo questo potrebbe essere un problema. 
Un consiglio che posso darvi è quello di godervi a pieno il gioco, soprattutto per quei piccoli e semplici aspetti che offre, a mio parere sono questi che rendono il gioco un vero e proprio capolavoro.



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