mercoledì 20 agosto 2014

Alone in the dark - Inferno

Era il 1992, anno in cui sottoscritto non era ancora nato, quando sui monitor di tutto il mondo apparve per la prima volta una silhoutte effeminata di un uomo a metà tra Sherlock Holmes, Nietzsche e Mario.
Questo individuo ambiguo è Edward Carnby protagonista del primo capitolo di Alone in the dark, gioco talmente meritevole da meritarsi dei seguiti.


Nel 2001 arriva finalmente il quarto seguito Alone in the dark: the new nightmare ed ecco che qua un nuovo Carnby sbarbato(o sbaffato?) ringiovanito da un lifting e dal look più metallareggiante si trova a indagare su un isola governata da un "entità mala".
Questo penultimo capitolo, non si discostava solo per il la rinnovata veste del protagonista, ma al contrario dei primi capitoli, ambientati negli anni 20, era ambientato nel 2001 , state forse dicendo che Carnby è centeneraio?
Tralasciando queste incoerenze, il gioco era fenomenale, nonostante la sua non canonicità.

la saga vede il suo ultimo seguito nel 2008, questo solamente targato Alone in the dark, come se volesserò sputare sul primo capitolo e ancora una volta ci troviamo nel mondo contemporaneo.
Carnby, ormai un tronista, inizia la sua avventura come se fosse un vegetale, in una prolissa cutscene in cui l'unica cosa che possiamo fare è battere le palpebre per schiarirci la vista come se non avessimo visto la luce per anni come Riddick, da questa cutscene non riusciamo a trarre nessuna conclusione, se non il fatto che ci vogliono morto, che il nostro anziano compagno di cella serve ai loro scopi e che pensano siamo "ancora" rimbecilliti da chissà quale droga.
Il nostro carnefice intento a portarci sul tetto per eseguire gli ordini, viene ucciso e dopo un'altra breve cutscene in cui il nostro Edward si chiede "chi cazzo sono?" davanti a uno specchio, finalmente la nostra avventura ha inizio.



Ci troviamo nella tromba degli ascensori del palazzo dove osserveremo a un altra cutscene nella quale il nostro compagno di cella, viene interrogato dai tizi per poi venire interrotto da una misteriosa crepa che uccide i suoi carnefici, dopo di chè l'ascensore cade nel vuoto per il trambusto, da qui parte la nostra fuga dal palazzo ormai in fiamme, una fuga dall'innegabile spettacolarità che finisce per portarci a central park, dove tutto si svolgerà.

Durante questo prolisso prologo abbastanza interessante, ci si accorge fin da subito che le atmostere che permiavano i precedenti capitoli sono andate a farsi fottere in favore di demoni e zombie, ovvero la fiera dei clichè per quanto riguarda i mostri, mentre il nostro tormento, la cosidetta "crepa"(fissure) non è altro che il rappresentante della scarsa inventiva dei game designer, che non avendo alcuna idea hanno deciso di trarre l'ispirazione da altre opere come, i "sepolti vivi" di the suffering e le scie dei graboid di tremors, senza però accennare a chi sta sotto questi fenomeni.
Gli "zombie", che poi scopriremo essere demoni, non si comportano da zombie, ma se per questo neanche da demoni, credo che i programmatori si siano veramente sprecati per dare tale intelligenza-deficenza , perchè non costituiranno mai un reale pericolo, tutto quello che farannò è seguire un determinato tracciato, ma non correranno mai verso di noi a meno che non ci troviamo entro un metro di distanza e da qui ancora nella loro testa non gli passerà la minima idea di attaccare.
I combattimenti con questi sarannò tra le cose più idiote, perchè qualsiasi sia il mostro ci basterà agitare a minchia di cane, la nostra arma contundente casuale(da estintori a sedie) e le nostre vittime perirannò nella impossibilità di muoversi, manco fosserò katane, perchè impegnate ad eseguire la loro sofferente animazione.

L'unica cosa degna di nota dal mio punto di vista è un peculiare sistema di cura e ferite, queste sono localizzate in zone come gli arti inferiori, superiori e il petto, se non vengono curate ci farannò stramazzare per emoraggia con una graduale perdità di colore della visuale, come se la vita pian piano ci abbandonasse, ma per completare il gioco dobbiamo sopravvivere ed è qui che un sistema di cura in prima persona ci permetterà di automedicarci le zone lesionate.

Ogni tanto ci toccherà guidare o sparare da sopra un veicolo, questi livelli, oltre la loro realizzazione fatta col culo, sono di una facilità disarmante e non sono per nulla emozionanti, anzi sono addirittura noiosi, perchè falliscono nel loro intento di dare uno scossone al gioco.


Gli enigmi, sono le uniche cose che non rientrano nei clichè videludici ,in scenari dove pensate "guarda delle macchie di sangue che portano a una porta", "oh, guarda un tastierino" e "oh guarda una postazione di guardia", un qualsiasi giocatore penserebbe di andare alla postazione per trovare il codice del tastierino e quindi procedere, ma il gioco esce da questi classici clichè per approdare nell'idiozia, perchè la soluzione è guardare il tastierino e dedurre il codice dalle macchie di sangue . . . idiozia assoluta, perchè non provate a dedurre i chili di merda dalla quantità di carta igienica usata?

Il "gioco" è approdato su ps3, 360 e pc nella sua forma più complessa e per ps2 e wii in versione porting, il divario tra le versioni è enorme, il gioco sulle console prime console, ha un effetto ombra che aiuta un po' l'atmosfera nell suo intento di horror e un doppiaggio mediocre in italiano , ma in ogni caso questi non variano la qualità del gioco, mentre l'altra versione ha varie scene tagliate, nessun doppiaggio nella nostra lingua e un comparto tecnico a dir poco scabroso, come se mettere un z-buffer colorato di nero costasse chissà quante prestazioni.
In conclusione, non c'entra niente con alone in the dark e non è un buon titolo, assolutamente da evitare, a meno che non siate masochisti come il sottoscritto che già sapendo della indecenza ha deciso di comprarlo e per di più nella versione ps2!

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