venerdì 2 gennaio 2015

Si Accettano Miracoli [Recensione Film]

Per iniziare questo nuovo anno, volevo recensire un film visto circa una settimana fa. Ero combattuto nello scegliere tra due film, strettamente legati al cinema Asiatico, che mi hanno colpito tantissimo. Purtroppo, quest anno è iniziato veramente di merda, a causa di un film visto ieri sera, ovvero il Primo dell’Anno. Di sicuro arriveranno entrambe le recensioni, ma per iniziare male il nuovo anno, vi parlerò del nuovo film di Alessandro Siani,  “Si Accettano Miracoli”. Mai titolo fu più azzeccato per questo film.

Non sono un fan di Siani né dei filmetti “comici” italiani che ogni anno, ahimè, vengono prodotti, quindi mi sono un po’ documentato. Alessandro Siani è un comico, attore e dal 2013 Regista Italiano. Dopo aver recitato in molti film, come protagonista o Co-protgonista, nel 2013 debutta alla regia con il film “Il Principe Abusivo” rivelatosi un grande successo, ma che non ho mai visto né vedrò. Perché allora ho visto un suo film? Semplicemente per passare in modo diverso la serata e per vedere cosa sforna l’Italia. Si, lo so, ho sbagliato.

La nuova pellicola di Mister Siani ha davvero bisogno di tantissimi Miracoli, ma anche io. Mi piacerebbe riavere indietro i soldi del biglietto.
La “trama” ruota attorno a Fulvio, interpretato da Siani, dipendente di una grossa azienda che viene licenziato e successivamente arrestato per aver aggredito il suo superiore. Viene scarcerato grazie al fratello, parroco di un piccolo paese, Don Germano (Fabio De Luigi) che lo ospita nella casa famiglia dove accudisce dei piccoli orfani. Il paese non gode di ottime condizioni economiche né tanto meno la Chiesa. Fulvio, per aiutare il fratello e i paesani, fa si che dal busto di San Tommaso - dai suoi occhi - sgorghino lacrime, festeggiando così il miracolo e attirando tantissimi turisti.

Ciò che ho odiato di questo film è la “comicità” inutile proposta da Siani: Battute scontate e riciclate, talvolta “inserite con forza” , squallide e prive di originalità, utilizzando però il dialetto partenopeo, ergo il pubblico italiota ride, ed è l’unica cosa che importa a chi produce questo genere di film. Perché si. Se prendi una persona, le fai dire una cazzata ma in napoletano, le risate sono assicurate. Il botteghino vende, la gente è felice, tutti sono felici e il cinema italiano muore. Poi ci chiediamo perché tutto il mondo è superiore e noi non siamo capaci di produrre nulla. Siamo il popolo che ha inventato tutto, ma che col passare del tempo lo perde diventando stupido.
Forse pensate che io stia esagerando o che stia andando "contro corrente" per passare come Alternativo di Turno, ma credetemi, non è così. Vi cito una delle battute che più mi è rimasta in mente, e non per la sua brillante comicità:

Prima di arrivare al particolare "divertente" di cui voglio parlarvi, vi introduco un po' la scena.
Il paese non dispone delle migliori e innovative attrezzature elettroniche, essendo un piccolo paese dedito all'agricoltura, le uniche innovazioni tecnologiche sono la radio, telefono e la televisione. Fulvio, abituato al lusso cittadino, gira per il paese cercando una connessione WiFi. Entra nel bar, e inizia ad elencare termini sconosciuti per la gente del luogo, come appunto "WiFi" oppure "Connessione" (Che i clienti scambiano per "Cornetto", da qui partono le Risatone!). Arriviamo alla battuta del secolo:

Fulvio: "La connessione a internet? Whatsapp?"
Cliente X: "La Zappa? Ahh, quella per la terra. Si!"

Il cinema scoppia in una fragorosa risata, mentre io incredulo mi domando come possa essere possibile, sia ridere che spendere 8 euro.

Nulla da dire sulle musiche e sulla fotografia, per fortuna qualcosa di buono c'è.
Oltre Siani e De Luigi, sono presenti Serena Autieri, Ana Caterina Morariu, Giovanni Esposito, Giacomo Rizzo, Paolo Triestino e Maria Del Monte. Sono anche presenti alcuni comici del Noto Programma Made in Sud, tra cui Pasquale Palma che recita la parte del chierichetto. Non so perché, ma lo adoro. Forse per le sue espressioni. Non ho molto da dire su questi ultimi punti. Il film ruota attorno a Siani e alle sue battute, forse alcune prese da suoi sketch passati, ma moltissime volte ho avuto l'impressione che le battute fossero forzate. Probabilmente il film nasce per questo, per raccogliere le battute cercando di darne un nesso servendosi della trama.
La trama è abbastanza semplice e carina sotto tutti i punti di vista, ma sconclusionata e - dopo aver visto il finale - inutile, perché una volta arrivati ai titoli di coda ti chiedi a cosa sia servito tutto questo caos e soprattutto, perchè proporre circa 1h 30m quando questo film è possibile riassumerlo in 20 minuti.
C'è da far presente che tutte le battute, per quanto possano essere stupide, non presentano volgarità. Per fortuna non abbiamo eguagliato i classici cinepanottoni dove in ogni battuta, credendo di far ridere, dobbiamo sentire le più assurde volgarità che "caricano" la scena.

Purtroppo, salvando il salvabile, continueranno a produrre merda su merda, perché a nessuno piacciono quei film semplici e originali che fanno ridere per davvero. No. Non ci rimane che aspettare un miracolo.

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