lunedì 30 maggio 2016

Naruto Shippuden: Dragonblade Chronicles


Siamo d'innanzi a un videogioco con delle premesse così promettenti e dei risultati talmente deludenti che non varrebbe nemmeno la pena parlarne, ma andiamo con ordine.

Una delle premesse più importanti per questo gioco è che non tratta di un arco narrativo presente nel manga o anime, quindi si tratta di una storia originale, il che è fantastico, ma la trama è la seguente:
Akari un ragazzina viene al villaggio della foglia per assumere un plotone di ninja che possano fermare suo fratello dal risvegliare il drago della luce, una potentissima creatura che distruggerà il mondo.
Ma per fare tutto ciò bisogna andare al tempio dove tutto si compierà e sconfinggere suo fratello con la spada del drago, ma questo tempio è situato in un particolare posto che ha la caratteristica di impedire per la maggior parte l'uso del chakra, così naruto e compagni vengono equipaggiati con delle tute speciali, ma una volta arrivati vengono a scoprire che il tempio è protetto da una barriera e che nelle vicinanze del tempio ci sono ben 5 draghi di elementi diversi che doneranno particolari abilità alla spada del drago.
Nel mentre Sasuke e il suo gruppetto di amici vengono a sapere che forse L'alba e quindi Itachi andranno sullo stesso monte dove c'è il tempio perchè interessati ai draghi come possibili forze portanti.

Incipit interessante eh? peccato, ci sia soltanto questo di interessante, perchè la trama non evolve, i personaggi originali non sono definitivi abbastanza, se non nell'ultimo quarto d'ora di cut-scene che ci sorpiamo, quelli che dovrebbero essere dei colpi di scena sono cambi di rotta banali e prevedibili, ma specialmente i dialoghi sono scritti da un cerebroleso, asettici, impacciati, irrealistici e finti.

Gameplay: ci troviamo davanti a un hack 'n' slash monotasto, dove le combo si sbloccano dopo aver trovato i rotoloni regina da qualche parte nella mappa, gli stessi attacchi speciali sono scritti su rotoloni regina e bisogna trovarli, il motion controller non viene sfruttato per niente (useremo il wiimote solo per dare il colpo di grazia ai draghi), le ambientazioni sono abbastanza articolate da permettere l'esplorazione, d'altronde c'è anche una pesante dose di back-tracking e ogni tanto si avrannò delle fasi di platforming fatte malissimo.

Di doloranti tra questi punti ci sono soltanto il primo, per cui non devo spiegare nulla e l'ultimo per cui devo fare tutto un discorso.
Immaginate di star saltando verso una piattaforma che non sapete neanche se è calpestabile o meno e la telecamera cambia angolo continuamente quando cercate  di saltare, non vi fa salire il nazismo?
ma questo crimine non si ferma qui, ma anzi viene addirittura perpetrato in un livello dove dobbiamo combattere il drago del fulmine che sta ad altitudini molto elevate e proprio per questo dobbiamo scalare una montagna saltando di roccia in roccia con una nebbia che non fa distinguere NULLA, rendendo ogni salto un gradino verso l'inferno.


Ma è finita qui per caso? no il peggio deve ancora venire, perchè sul lato grafico abbiamo un lavoro che visivamente risulta più che sufficiente, ma che in movimento risulta un powerpoint, sulla copertina avrebbero dovuto scrivere "goditi la fluidità dei 10 fps a schermo" e certamente sto parlando delle fasi più casinare, con molti nemici a schermo, ma nello specifico sto anche parlando di un livello dove cade il pavimento dopo averci fatto qualche passo e noi non possiamo fare altro che subire e padroneggiare quei 5 frame che ci vengono regalati dal gioco per scansare tutti gli ostacoli e non cadere insieme al pavimento, ma ahimè il gioco non raggiungerà mai un framerate stabile e accettabile neanche nelle fasi più calme.
Sonoro? qua c'è una delle poche note positive sul gioco, perchè la colonna sonora è FANTASTICA, nulla a che vedere con i martellamenti di testicoli di Ultimate ninja su ps2, qua abbiamo hard rock e metal a tutta forza, composti e suonati in una maniera magistrale.

 Ho appena detto "una delle poche cose positive"? si, perchè di positivo c'è anche che il design dei draghi sono molto ispirati, specialmente quelli del fuoco, del tuono e della luce, ma in generale quando si parla di design non c'è che faro un plauso visto che il design non è quello di Kishimoto e si riconosce subito perbacco siamo di fronte a dei volti longilinei e dei tratti più adulti, nulla a che vedere con il lavoro di Kishimoto.

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